La ripresa, le amicizie e i sottobicchieri

"La ripresa, le amicizie e i sottobicchieri

La ripresa, le amicizie e i sottobicchieri

Settembre è un mese di riprese, di inizi, per me è sempre l’inizio dell’anno.

Compro un’agenda nuova, quaderni da iniziare, elimino il vecchio che non serve più.

Stavolta riprendere è difficile.

L’estate è stata meravigliosa, la conferma che la mia famiglia un po’ anomala sta crescendo e si sta avvicinando ogni giorno di più, la mia casa che sta diventando sempre più un nido, il mio lavoro che sta prendendo forma.

 

Il sito su cui sto lavorando, i progetti che si stanno aprendo, le conoscenze che si stanno ampliando e le amicizie che mi stanno avvolgendo con il loro affetto.

A inizio settembre sono stata a Zurigo dalla mia amica Giada, un weekend organizzato da tempo per salutare Laura che da lì a poco sarebbe partita per 3 mesi zaino in spalla in SudAmerica.

 

Avete presente quelle cose che si sentono sempre dire? Di chi ha preso una pausa al lavoro, ha messo quattro cose (nel caso di Laura superpianificate) in una borsa ed è partito alla scoperta del mondo? Ecco, quelle cose lì.

Comunque l’idea era stata due giorni per noi tre, a chiacchierare, ridere, scherzare e salutarci con calma.

Ma quando sono salita su quel treno il mio cuore era ancora ferito, a fine agosto ho perso un caro amico, conosciuto in quella che io chiamo la mia “seconda vita”, ma a cui ho voluto subito bene. Per la sua bontà, per il suo modo semplice, per la sua ironia sottile.

 

Ero indecisa, mi sembrava così fuori luogo partire, lasciare qui il mio compagno distrutto, ma è stato proprio lui che mi ha spinta ad andare, mi avrebbe fatto bene diceva, e il Pres non avrebbe voluto che io rinunciassi.

Così sono salita su quel treno, per due giorni di abbracci, silenzi, occhi lucidi davanti ai sottobicchieri della birra che rubavo sempre per lui da ogni bar, sguardi di affetto, vino rosso e formaggio contadino.

 

E ho avuto la conferma che le amicizie sono un dono del cielo, e che sono tremendamente fortunata ad avere attorno le persone che oggi fanno parte della mia vita.

Anche il Pres, sono stata fortunata ad averlo conosciuto, ad aver condiviso grigliate e cene piccanti, ad avergli voluto profondamente bene.

Questo settembre la ripresa è più in salita, ma ingrano la marcia più agile e piano piano arrivo in cima, perché Non si può scegliere il modo di morire, e nemmeno il giorno. Si può decidere come vivere ora.

E questa vita me la sono conquistata con le unghie e coi denti, e adesso mi ci voglio inebriare ogni istante.

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