La granola perfetta per superare i propri limiti

La granola perfetta per superare i propri limiti

Ho sempre pensato di non avere difficoltà a superare i miei limiti.

Ho cambiato strada quando è stato necessario, mi sono adattata a mille cambiamenti, sono ripartita da zero quando ho dovuto, insomma mi sono sempre considerata forte e sicura.

Fino a quando…non ho iniziato la mia attività.

Qui sono venute a galla insicurezze e debolezze, e spesso pure mascherate così da non farsi riconoscere subito.

La prima, quella del non essere “brava abbastanza” te l’ho già raccontata qualche settimana fa, ma non è arrivata da sola, ha pensato bene di farsi accompagnare da altri timori.

In questo mese di Giugno ne ho voluto superare un altro: quello dell’espormi in prima persona.

Avevo già fatto qualche passo avanti con l’aiuto della preziosa Silvia quando mi ha preso per un’orecchio e mi ha spinto a pubblicare, almeno una volta alla settimana, una foto mia: con la mia faccia ben visibile. Ok, io sto un po’ barando perché ogni tanto pubblico un piede o una mano, ma piano piano…

Tanti passi avanti li avevo fatti con Micaela che mi ha costantemente redarguita quando abbiamo lavorato a come lanciare la mia attività.

E, ultimamente, la cura Soulful Business di Giada e l’ebook sul personal branding di Gioia mi hanno dato la spinta finale.

Così, settimana scorsa, ho preso coraggio e ho messo online il mio primo servizio dove sono io al 100%: Un’estate con Le spezie gentili.

Perché io al 100%?

Perché ci sono le mie ricette, che in tanti mi hanno chiesto in questi nove mesi di attività da Settembre a oggi, e che ho sempre pensato non fossero poi così interessanti.

Perché ci sono un po’ di trucchetti che uso per rendere bella una tavola o una presentazione, cosa di cui non riesco a fare a meno neppure quando invito un amico a prendere un caffè.

Perché ho dovuto pensare al valore che davo a me e al mio lavoro, e metterlo nero su bianco senza pudore.

E la granola cosa c’entra??

La granola è fondamentale, per tre ragioni.

La prima è che lo so che è una ricetta super inflazionata, ma proprio per questo ho voluto spingere sull’acceleratore e dire che “la mia versione è meglio delle altre”.

Poi è una ricetta ereditata da Wendy, una deliziosa donna inglese conosciuta nel mio viaggio nelle Cotswold e anche questo parla di me, perché non sono capace di rientrare da un viaggio a mani vuote!!

E infine perché ha spinto la mia amica Laura a fare la spesa e mettersi al lavoro, superando un suo limite; e se non ho gridato al miracolo quando ho visto che ha addirittura usato i petali di fiori, è stato solo perché ho voluto mantenere un certo contegno.

La foto qui è il suo esperimento super riuscito, bella eh?!

A te che mi stai leggendo voglio regalare questa ricetta, semplice, supercollaudata e deliziosa.

Provare per credere!

Ingredienti:

250 grammi di avena in fiocchi
30 grammi di noci sgusciate
30 grammi di mandorle pelate
30 grammi di nocciole
30 grammi di anacardi
50 ml di olio di semi
50 ml di miele di castagno
1 cucchiaino di semi di zucca
1 cucchiaino di semi di sesamo
1 cucchiaino di semi di girasole
1 cucchiaino di pinoli
1 vasetto di yoghurt greco
frutta di stagione

Procedimento:

 

Trita in modo grossolano le noci, le mandorle, le nocciole e gli anacardi. Unisci questo trito all’avena e condisci con 50 ml di olio e 50 ml di miele. Non aggiungere troppi liquidi o diventeranno delle barrette!
Spargi la granola su una teglia da forno e cuoci 10 minuti a 200 gradi finché il composto non diventerà imbrunito.
Per servirla prova ad usare i barattoli con la chiusura ermetica, metti prima i semi misti, poi lo yoghurt, e infine la quantità di granola che preferisci. Quella che avanza la puoi conservare, chiusa in un barattolo fino
ad una settimana. Taglia la frutta a cubetti e aggiungila sopra la granola. Decora a piacere.

Scarica qui la versione che trovi nel servizio “Un’estate con Le spezie gentili“, così potrai vedere tutta la cura e l’attenzione che ho cercato di mettere in questo lavoro.

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Ospito e curo eventi per chi cerca uno spazio in cui raccontarsi ed esprimersi. Lo faccio in un posticino speciale, casa mia che, nel tempo, è diventata una bottega di incontri, sperimentazione e condivisione.

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