Organizzarsi per essere leggeri, e poi scoprirsi liberi

Organizzarsi per essere leggeri, e poi scoprirsi liberi

“Gli uomini, per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno”

Sono sempre stata una “maniaca” dell’organizzazione. O meglio, diciamo che non ho mai avuto mezze misure.

O ero super organizzata, oppure, se per caso mollavo un attimo, abbandonavo totalmente le redini e correvo a briglie sciolte per un po’. E mi piaceva molto: avevo sempre immaginato le persone organizzate e pianificatrici come delle prigioniere di loro stesse, mentre io mi sentivo così libera!

Quanto mi sbagliavo…

Oggi sono entrata in una nuova fase, la chiamerò la fase della moderazione.

 

In questo 2019 così strano e provocatorio sono nella fase in cui ho bisogno di organizzare per sentirmi libera, e se non lo faccio mi sento prigioniera degli eventi.

So che potrebbe sembrare un controsenso: pianificare e organizzare porta alla mente la costrizione, non la libertà, ma per me oggi come oggi è l’esatto contrario.

E’ una verità che mi è piombata addosso tra capo e collo quando meno me lo aspettavo.

A dicembre avevo scelto la mia agenda 2019, anzi…le mie agende.

Una, quella di Giulia, per tenere traccia degli eventi (e anche perché ho avuto l’onore di essere scelta come contributor con una mia ricetta).

L’altra, la Life Planner, per darmi obiettivi a medio e lungo termine e per avere spazio e modo di segnare ogni più piccolo evento.

Ho iniziato facendo il punto di dove ero e dove volevo andare in questi mesi, e da lì qualcosa ha iniziato a smuoversi dentro di me.

 

Negli ultimi due anni ho agito molto “di rincorsa”, e ha funzionato benissimo per quello che ho messo in piedi, ma ha funzionato meno sul mio benessere psico fisico.

Stanchezza, qualche chilo in più, ansia.

Invece mettere nero su bianco (ok, rosa su bianco nel mio caso) idee, stati d’animo e progetti mi ha aiutata molto.

Il passo successivo è stato quello di acquistare la Planning Box di Micaela.

Ho seguito il suo corso, ho giocato con adesivi e quaderno, ho iniziato a decidere dove volevo andare e cosa volevo diventare, anzi: cosa volevo far diventare “Le spezie gentili”.

Anche qui è stato come alleggerirmi di un altro peso: prendere il timone e guidare la mia nave.

O almeno decidere quale rotta seguire.

 

Con questo gesto mi sono sentita potente. Ho sperimentato la soddisfazione di essere qualcosa, di avere le idee chiare, di aver acceso la luce nella mia attività.

In fondo c’era già tutto, solo che non lo vedevo, presa com’ero dal correre dietro agli eventi.

L’ultimo passo fatto in questo senso è stato quello “economico”: ragionare sulle spese.

Dopo due anni di start up pura avevo finalmente le idee più chiare sulle uscite e su quanto volevo guadagnare.

Sì, perché questo 2019 si è subito mostrato a me come l’anno del salto.

Del “o la va o la spacca”. Del “voglio guadagnare quella cifra lì”.

 

Anche qui è stato come togliermi uno zaino dalle spalle. Non tanto perché i numeri erano positivi (anche se non erano nemmeno negativi come immaginavo), ma perché avevo idea dei numeri.

Quando passi da essere un lavoratore dipendente, con lo stipendio che arriva preciso in banca ogni fine mese, magari anche tredicesima e quattordicesima, bonus e accessori etc etc, all’essere imprenditore con tante spese, poche entrate, mille imprevisti e milioni di punti di domanda…bé, in queste condizioni fare un piano non è semplice.

 

Ma pianificare e organizzarsi aiuta a sentirsi più leggeri.

E io mi sentivo così: leggera, forte, autonoma, decisa.

Poi, a febbraio, ho scoperto la falla nel sistema.

E’ arrivato un imprevisto che, proprio perché tale, non era preventivato né programmato.

Mi sono dovuta fermare qualche giorno, e i piani sono andati a pallino.

Alcuni di più, altri di meno.

 

E questo, dentro di me, ha fatto accendere una lampadina.

Perché mi sono sentita soffocare, mi sono sentita braccata in un angolo, spalle al muro.

Non sentivo più quella bella sensazione di potere e sicurezza, derivante dal fatto che sapevo dove andavo e a che punto ero, e mi sono sentita persa.

E ho fatto una cosa che mai avrei immaginato mesi fa.

 

Mi sono fermata.

In tutti i sensi.

 

Ho cancellato dei progetti, ho deciso di chiudere per una settimana, e di fare dei lavori al posticino che rimuginavo da un po’.

Ho riposato, mi sono presa una domenica libera.

 

Poi mi sono rimessa alla scrivania e ho ripreso in mano il lavoro.

Ho scorso le mail non lette, ho risposto, ho aperto l’agenda (anzi, le agende) e ho iniziato a riprogrammare.

Ho emesso le fatture, ho pagato i fornitori, ho sistemato i conti familiari.

 

Poi ho fatto una cosa che prima non avevo mai fatto: ho scritto su una giornata ogni due settimane la parola “LIBERO”.

 

Ma non sarà una giornata di riposo, quelle le avevo già messe in agenda, sarà una giornata in cui farò il punto della situazione e capirò come sta andando la mia pianificazione.

Perché ho scoperto che, su di me, al pari dell’ordine in casa, avere le idee chiare mi rende libera.

Mi permette di godere del riposo, di non avere ansia per il lavoro, di non svegliarmi nel cuore della notte chiedendomi quanti soldi ho in banca.

E siccome voglio che il mio lavoro sia anche condividere esperienze e crescita personale, sto meditando su alcuni eventi che avranno come tematiche l’organizzazione, la gestione economica, e gli strumenti.

Da una parte lavorare sulle ispirazioni, che nella vita degli imprenditori non deve mai mancare, e dall’altra lavorare sulla messa a terra.

Cosa ne pensi?

Potrebbe essere un bel modo per vivere questa primavera ormai alle porte!

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