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Prendersi cura del proprio mondo

Quando mi chiedono di cosa mi occupo la mia risposta inizia sempre con “mi prendo cura di”.

La cura fa parte della mia vita personale e professionale, in modo consapevole, deciso e potente.

 

Prendersi cura è un concetto a me molto caro.

Per prendersi cura di qualcosa, o di qualcuno, è necessario dedicare tempo, attenzioni, ascolto.

E mettere tanto di se stessi, nel cosa e nel come.

Ci sono persone che sono dotate del dono di essere in grado di prendersi cura di un neonato, di una persona anziana, di una pianta, di un animale, e ti tanto altro.

Io, ascoltando i miei desideri, osservando le mie capacità, e ponendo attenzione a ciò che mi faceva stare bene, ho compreso che amo prendermi cura delle donne che lavorano su se stesse.

 

Pensando che, grazie alle mie cure, queste donne possano dedicare maggior tempo e concentrazione a quello che fanno. E, sempre grazie alle mie cure, possano alleggerire la fatica godendosi solo il bello.

 

Penso che per chi sceglie di lavorare in proprio, di avviare un’attività in autonomia, prendersi cura di sé sia fondamentale, tanto quanto monitorare entrate e uscite nel conto economico!

 

Peccato sia anche una delle cose più difficili da fare.

Dietro l’angolo c’è sempre il timore di essere egoiste, come se pensare a se stesse implicasse per forza fare un torto a qualcun altro.

Se vi dovessi chiedere quando è stata l’ultima volta in cui vi siete prese cura di voi stesse cosa mi rispondereste?

 

Avete in agenda dei momenti dedicati a voi? Non alla famiglia, non ai clienti, non al lavoro, non ai doveri, ma ai piaceri?

Io ho tanti momenti di self care nella mia agenda.

Tre mattine a settimana faccio un’attività fisica al risveglio.

Ogni giorno, quando finisco di lavorare, mi dedico mezz’ora per qualcosa che mi fa stare bene.

Un aperitivo, un film sul divano, un bagno caldo, quello che mi va!

 

Tutti i venerdì pomeriggio, poi, sono dedicati a me.

Alle 13.00 smetto di lavorare e nel pomeriggio ci sono io.

Tutte queste attenzioni mi servono per stare bene, e stare bene è la condizione necessaria per permettermi di dedicarmi agli altri, anche con il mio lavoro.

 

Vi sarà capitato di trovarvi senza energie, di correre come delle matte e poi non averne più.

In quel momento è troppo tardi, ricaricarsi richiede tempo, molto tempo.

E si innesca anche una sensazione di frustrazione, di ansia, di mortificazione che non fanno che ampliare la fatica.

 

Nelle aziende si parla di benessere lavorativo già da qualche anno, e spesso ci sono team di lavoro e uffici prettamente dedicati a questo.

Ma quando si lavora in proprio siamo noi a dovercene occupare, a prestarci attenzione, a focalizzarci su questo prima che sia tardi.

Oggi vi lascio con tre suggerimenti che io lascio sempre a chi lavora con me.

  1. Prendete la vostra agenda per il prossimo mese e segnate qualche momento dedicato solo a voi stesse. Che sia un’ora a settimana, un quarto d’ora al giorno, non importa la quantità, purché sia intoccabile e inamovibile.
  2. Prestate attenzione a quello che vi fa stare bene. Tenete un diario, ogni sera scrivete quali sono quelle cose che vi hanno portato benessere. Una telefonata con un’amica, lavorare in pigiama, fare colazione con una marmellata nuova…
  3. Affidate qualche compito a chi vi sta accanto. Che sia la mamma, il compagno, il figlio. Dite cosa vi fa stare bene e chiedete loro di pensarci ogni tanto. Farvi portare la colazione a letto nel fine settimana, un film da guardare assieme, una passeggiata. Provate e abituatevi a chiedere per voi.

Che dite, ci proviamo?

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