La bottega dei saperi è la moglie dei free lance

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La bottega dei saperi è la moglie del free lance

La bottega dei saperi è la moglie dei free lance

“La Bottega dei saperi è la moglie del free lance”.

E’ la frase con cui ho risposto qualche giorno fa alla domanda “Mi spieghi velocemente cos’è la Bottega dei saperi?”.

Provo a spiegarmi meglio.

 

Ci vorrebbe una moglie” è il titolo di un libro scritto da Chiara Lupi nel 2012.

L’assunto da cui parte, tanto semplice quanto provocatorio, è quello di provare a immaginare come cambierebbe la vita delle donne se potessero contare sull’aiuto di una moglie.

Dove con il termine “moglie” si indica qualcuno che faciliti la vita quotidiana così da potersi dedicare al lavoro con maggiore concentrazione.

Lungi da me aprire un dibattito sul lavoro femminile, sulla parità di genere o sula distribuzione di compiti in casa.

Ma devo ammettere che il tema del “facilitare”, è quello che ha fatto scattare in me l’idea della Bottega dei Saperi.

 

La vita del Free Lance è, oggettivamente, molto complessa da un punto di vista organizzativo.

Nella maggior parte dei casi bisogna pensare a tutto dalla contabilità alla vendita, dalla gestione dei social media alla stesura dei preventivi.

Per non parlare della gestione di imprevisti come il guasto di un pc, o il telefono che improvvisamente smette di funzionare (o finisce in acqua come nel mio caso) e tanto altro.

E mi sono limitata ad accenni della vita professionale, quella personale non l’ho nemmeno contemplata.

Da quando ho avviato la mia attività ho notato due temi “caldi” tra i free lance che costruiscono la mia community.

Da un lato il bisogno di condivisione di cui tanto si parla.

Spesso si lavora da soli, molte volte addirittura da casa, senza avere la possibilità di confronto, senza poter scambiare un’opinione sulle idee che nascono, senza avere dei feedback sul proprio lavoro.

Dall’altro lato il desiderio di un accesso agevole a contenuti di formazione che garantiscano crescita e sviluppo.

Tra i free lance, infatti, esiste un momento formativo molto intenso nel periodo che precede l’avvio della propria attività.

Successivamente, però, manca il tempo e l’energia per proseguire in un percorso di formazione continua e strutturata.

Le risorse, infatti, sono totalmente dedicate al mettere in pratica, allo sperimentare, al trovare soluzioni.

La disponibilità, sia di tempo che economica, per dedicarsi alla ricerca di contenuti formativi adatti e contestualizzati al momento che si sta vivendo è minore e spesso si rinuncia.

Tutto questo avviene perché nella maggior parte dei casi il free lance viene “lasciato solo” dopo un avvio iniziale, mentre i primi anni sono quelli più difficili in cui far crescere la propria attività e costruirsi una posizione nel mercato.

E spesso, questo abbandono iniziale, è un colpo fatale da cui dipendono il fallimento o il successo del proprio progetto.

 

Questi due spunti di riflessione sono stati, per me, la scintilla che mi ha spinto a creare la Bottega dei Saperi.

L’idea di offrire un unico contenitore dove il free lance potesse trovare gran parte delle risposte che stava cercando.

Un luogo fisico – il mio posticino – in cui lavorare, formarsi e confrontarsi.

Un gruppo di persone – la community – con cui condividere un pezzo di cammino professionale.

Un facilitatore – io – attraverso sui trovare contenuti, agevolazioni, strumenti e professionisti per crescere.

Gli appuntamenti di Formazione a colazione, per esempio, sono nati proprio per rispondere a queste esigenze.

Un tema al mese, due giornate tra cui scegliere, un luogo in cui ritrovarsi e studiare, un professionista che moderi il contenuto.

Mi piace il lavoro di ricerca e contatto per proporre iniziative nuove e stimolanti.

Argomenti trasversali, come l’intelligenza emotiva o l’intuito.

Strumenti come il design thinking o il project management.

O approfondimenti tecnici come la tassazione o il welfare.

E il contesto rimane il mio.

Una casa in cui sentirsi liberi di esprimersi e di raccontarsi, in cui festeggiare i traguardi raggiunti e condividere le proprie fragilità.

Un luogo che permetta di passare dal virtuale al reale, di costruire rapporti oltre che collaborazioni, di bere assieme un caffè o di scherzare sulle domeniche pomeriggio in famiglia.

Il tutto lavorando e studiando per diventare professionisti migliori!

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