Consapevolezza e pianificazione sostenibile

Ne Il prigioniero di Azkaban c’è un momento in cui Hermione Granger, che di solito ha le idee chiarissime, davanti a una decisione delicata vive un momento di forte incertezza. Così si rivolge a Silente, che le dà un consiglio prezioso:

“Quando si è in dubbio, trovo che tornare sui propri passi sia un modo saggio di cominciare!”

Ho sempre trovato confortante questa frase.

E credo che il metodo consigliato da Silente sia davvero efficace in molte occasioni: quando ci sentiamo sopraffatte dalle circostanze, ad esempio, ma anche quando ci dedichiamo alla pianificazione del lavoro, della formazione o di altre attività personali.

A volte capita infatti di lasciarsi travolgere da ciò che ci accade intorno.

Di accettare proposte di lavoro sull’onda di emozioni limitanti anziché fermarci a capire se rispecchiano davvero i nostri desideri.

Di dire troppi sì perché dire no ci sembra brutto.

 

Così ci ritroviamo impantanate in ciò che non vogliamo e tutto sembra troppo confuso per ritrovare il senso di direzione necessario a sviluppare una pianificazione sostenibile.

 

Ovvero: un piano d’azione che vogliamo e siamo in grado di rispettare perché è allineato a quelle che siamo e ciò che desideriamo nel presente.

All’entrata del laboratorio di Stanford, dove Bill Burnett e Dave Evans hanno ideato il life design, c’è un cartello con scritto “Tu sei qui”.

Proprio a sottolineare che non importa da dove arrivi e dove vuoi arrivare se non prendi consapevolezza di dove sei.

 

Io, per non dimenticare questo concetto, ho comprato uno zerbino di casa che cita esattamente la stessa frase.

E per non lasciare che sia soltanto una bella frase, ho istituito un appuntamento con me stessa.

Ogni volta che decido di lavorare alla mia visione futura e alla pianificazione, mi prendo un po’ di tempo da dedicare solo a me e al mio lavoro.

 

Prima di riempire l’agenda di idee e scadenze, faccio un passo indietro: osservo e analizzo la strada che ho percorso, cerco di capire quali esperienze e insegnamenti voglio portare con me, mi ascolto.

E poi guardo avanti.

 

Questo metodo per me è una bussola insostituibile, così come lo è diventato per tante persone che partecipano alla mia Bottega dei saperi, in cui ogni mese ci dedichiamo a un’autoanalisi preziosa che comprende quattro aree: attività, risorse, benessere e relazioni.

Credo infatti che ogni imprenditrice, per stare autenticamente bene con sé stessa e crescere come persona, debba sentirsi “piena” e soddisfatta in tutti gli ambiti della vita – non solo nel lavoro.

Inoltre, solo considerando il nostro presente nel complesso possiamo stilare un piano d’azione realistico ed efficace per il futuro.

 

Maturare questa consapevolezza richiede tempo, silenzio e spazio interiore.

E all’inizio non è semplice ma le scoperte che si fanno guardandosi dentro meritano l’impegno.

Se volete pianificare il vostro domani con una prospettiva diversa, qui sotto trovate un workbook che può aiutarvi a fare chiarezza.

Contiene uno schema e domande-guida per capire dove siete oggi, in modo gentile ma profondo.

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