Cosa desideri davvero?

In Harry Potter e la pietra filosofale, Silente e Harry hanno un dialogo molto interessante davanti allo specchio delle brame.

Silente chiede a Harry “Suppongo tu ormai abbia capito cosa fa”

E Harry risponde “Lui ci mostra quello che vogliamo”

“Sì, e no” prosegue Silente” Ci mostra solo e soltanto i più profondi e tormentati desideri del nostro cuore”

Cosa desideri davvero?

È una domanda che, nei miei percorsi, faccio sempre. E la risposta è sempre molto difficile da dare.

Ci vorrebbe uno specchio magico, che ce la mostrasse, e poi basterebbe il coraggio di dirlo a voce alta.

 

Profondi e tormentati desideri.

Cosa desideri davvero.

Qui è il punto, bisogna scavare per trovare la risposta.

Togliere la superficie, quella dove si sono depositati tutti i luoghi comuni, le buone regole, gli strati del “non si fa”, “non sta bene”.

Quella dove la nostra mente razionale ci sorprende con “ma non puoi desiderare una cosa così superficiale”, “ma se questo è davvero il tuo desiderio sei egoista”.

O ancora i vari “ma chi ti credi di essere per desiderare tanto”, “ma non puoi accontentarti di qualcosa di meno?”

Lavoro costantemente con donne meravigliose, che sono state capaci di reinventarsi partendo da zero, che hanno dato vita a progetti innovativi e brillanti e che nonostante tutto questo faticano a tirare fuori quello che veramente desiderano ottenere e raggiungere.

 

Lo so, ci sono passata, e ogni tanto ci casco ancora.

Quando dovevo delineare il mio progetto faticavo a descriverlo esattamente come lo volevo.

“Troppo vezzoso, troppo femminile, troppo frivolo…”

Quando dovevo immaginare il mio nuovo modo di lavorare non riuscivo a descriverlo a voce alta.

“Ma come posso non lavorare 8 ore al giorno, 5 giorni su 7, 4 settimane al mese?”

Quando dovevo disegnare il mio stile mi vergognavo.

“Penseranno che sono strana, mi prenderanno per matta, cosa diranno di me?”

La paura.

È la paura che impedisce anche solo di sognare, prima ancora che di fare.

Alla fatidica domanda “Se non avessi freni o impedimenti, se non avessi paura, che cosa faresti?” la risposta tarda ad arrivare.

Per il timore del giudizio, spesso nostro prima che degli altri.

Il dialogo di Harry Potter si chiude con una frase ancora più potente, almeno per me.

Silente, infatti, mette in guardia Harry: “Questo specchio non ci mostra né la conoscenza né la meta. Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere”

Perché una volta scavato, e trovato il nostro desiderio, il nostro sogno più grande, da lì parte l’azione.

Lì si innesca la vita, ed è questo il momento in cui mettere in piedi il nostro progetto.

Prendere il nostro desiderio, calarlo nel contesto in cui viviamo, aggiustarlo, definirlo, e poi agire per raggiungerlo.

E tu? Cosa desideri davvero?

 

Come sempre ti lascio un piccolo workbook come guida per porti alcune domande utili ad intraprendere il sentiero giusto, buon lavoro!

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