Creare i tuoi strumenti di lavoro con l’ascolto

Lo scorso anno, per studiare i dettagli della Bottega dei saperi edizione Deluxe, mi sono presa una giornata di contatto con me stessa.

E mi sono ascoltata.

La cosa più difficile, almeno per me, è trovare il mio modo.

Quello che mi appartiene davvero, quello che mi rappresenta, quel tratto distintivo in cui mi riconosco.

Non è tanto una questione di sapere cosa voglio, più di accettare cosa voglio davvero IO.

Penso sia una cosa naturale: in mezzo alla miriade di voci, offerte, iniziative, la tendenza è quella di seguire.

Di accontentarsi di qualcosa di simile, perché più “familiare”, invece che di proporre qualcosa di diverso ma nostro.

Per questo ho deciso di lavorare ascoltandomi.

Quando dovevo studiare i materiali di monitoraggio, per esempio, ho preso tutto quello che mi piaceva sul tema: le ispirazioni trovate nei libri, i file forniti dai percorsi che avevo seguito io per prima, alcuni scaricabili scovati in rete e ho salvato tutto su un grande foglio.

 

Poi, armata di pennarelli colorati, candele e musica, mi sono chiusa in una stanza.

E lì, semplicemente, mi sono ascoltata.

Sapevo di voler inserire, nel mio percorso, un momento di monitoraggio.

In questi anni ne ho provato i benefici in prima persona, quindi volevo proporlo alle mie iscritte.

Allo stesso tempo, però, volevo che fossero i MIEI strumenti.

Che parlassero di me e delle Spezie Gentili.

 

Ascoltandomi ho iniziato a riflettere sui miei valori.

La bellezza, l’individualità, l’espressione di sé.

Sulla bellezza non ho avuto dubbi, avevo conosciuto Mariangela pochi mesi prima ed ero rimasta affascinata dalla sua grazia e dal suo modo delicato e discreto di rendere belli i dettagli.

Così le ho subito scritto proponendole di disegnare qualcosa per me e la mia classe.

La sua risposta mi fece sorridere: “non sono una grafica”, arrivava dal pensiero che dovessero essere disegni a pc.

Invece io volevo la sua manualità, volevo quel tratto aggraziato che arriva dalla penna.

Che trasmette una capacità rara: quella del disegno, che va immaginato, creato ed eseguito.

Poi mi sono soffermata a riflettere alle cose che mi rappresentano: al mio amore per le stagioni, alla ricerca di dettagli delicati e gentili.

Così ho pensato a qualcosa che ingentilisse e rendesse aggraziati i grafici, le barre o gli schemi su cui avevo lavorato io.

Che erano stati sì molto efficaci, ma poco poetici.

A settembre, per esempio, con le iscritte alla Bottega dei saperi, lavoreremo con le foglie che iniziano a cadere dagli alberi e che parlano di una nuova stagione che arriva a farci compagnia.

Infine, ho pensato alle donne che si sarebbero iscritte, al fatto che volevo non solo preservare, ma anche e soprattutto stimolare la loro individualità.

Che volevo spingerle a trovare “il loro modo”.

A prendere ciò che di buono trovavano in quello che io proponevo loro, mescolarlo con quanto conoscevano già, e infine dar vita a qualcosa di unico.

Ciascuna a modo suo, perché nel gruppo c’è chi scrive, chi disegna, chi ama parlare e chi stare in silenzio.

Sono nati “I momenti di riflessione”: strumenti che servono a guidare l’analisi del mese che si sta chiudendo, e a pensare il nuovo che si sta affacciando.

Ciascuna troverà la sua via per farlo, io ho voluto proporre la mia.

E tu, vuoi trovare la tua?

Ho preparato per te un piccolo workbook per aiutarti a pensare in modo diverso ai tuoi strumenti di lavoro, scaricalo dal link qui sotto e prova!

Buon lavoro

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